Il trucco di Simona

Intro

Oggi vi parlerò di Simona. Una splendida donna di 40 anni che ha piacere di condividere con noi il suo tempo e parlarci un po’ di sé. Scoprirete dalle sue parole la ragione per cui ci ha colpito la sua storia.

La mia vita

“Mi chiamo Simona, ho 40 anni, vivo in provincia di Ancona, ho un bimbo 5 anni che si chiama Valentino, un marito, che mi  completa…” Comincia così il suo racconto.

“Fino a metà luglio di quest’anno lavoravo come impiegata amministrativa. A malincuore, a causa della crisi economica del nostro Paese, sono stata lasciata a casa. Ovviamente, c’è una cosa che chi ci leggerà non può sapere. Ho una parte speciale che in questa situazione un po’ rende la situazione più complessa da gestire: ho una disabilità motoria dalla nascita.” Quando parla della sua parte speciale mostra un leggero sorriso e degli occhi fieri di chi sa quanto la vita non sia semplice per chi è speciale.

“Sono nata a sei mesi e mezzo e all’epoca, in ospedale. C’era solo un’incubatrice e quel giorno era rotta. Quando sono riusciti a trovarne un’altra funzionante per me erano già trascorse molte ore. Fortunatamente sono sopravvissuta. Ero già un tipo tosto. E meno male”. Continua a parlare con gusto e piacere. Percepiamo che abbia davvero voglia di condividere il suo percorso con noi di Entusiasmabili.

“Qualche mese dopo, mia mamma si accorse che tardavo a camminare ed iniziarono una serie di visite, accertamenti e la diagnosi che uscì fu: paralisi cerebrale infantile da parto prematuro con diplegia spastica agli arti inferiori. In pratica, usando parole semplici, cammino male; un po’ barcollando, un po’ strisciando i piedi … diciamo che quando arrivo io … si sente … specialmente dove c’è la ghiaia.” Ce lo dice ridendo e continua a sorridere mentre prosegue “Spesso cado, il mio equilibrio è molto precario, mi basta un niente e mi ritrovo per terra.” Notiamo un incredibile spirito da combattente mentre parla, capace di lottare e allo stesso tempo prendersi in giro.

Barcollo, ma non mollo

“Nonostante queste difficoltà, ho sempre dato il massimo, i miei sono stati meravigliosi nel crescermi e i miei fratelli mi hanno sempre spronato a fare tutto. A diciannove anni, volevo prendere la patente anche se mia mamma era contraria. Aveva paura. Comprensibile per tutti ma non per me, che mi impuntai e la presi lo stesso!” Ci dice con fierezza.

“Ora potete immaginare, con questo spirito battagliero come possa aver vissuto la proposta di assunzione del mio ex datore di lavoro.” Qui lo sguardo di Simona cambia e si fa più serio e arrabbiato.

“Quando mi assunse mi fece capire che all’interno dell’ufficio potevo andare bene in tutte le mansioni, tranne una. Non voleva che facessi la cassiera. Nei suoi occhi ci ho letto un pensiero che mi ha deluso… La mia immagine non proprio fluida poteva rappresentare un imbruttimento per il suo negozio. Come se la mia camminata potesse deturpare l’occhio delle persone”. Qui, Simona è visibilmente contrariata.

Ovviamente però Simona non si dà per vinta e ci racconta che “Di rimando, anche se ancora un po’ delusa, mi rimboccai le maniche e decisi di diventare una beauty promoter per una nota multinazionale. Volevo diventare un’esperta di make up! E così feci. In poche settimane il trucco è diventato per me un modo per sentirmi un po’ più sicura di me. Anche perché il primo cliente con cui ho sperimentato quest’arte sono stata proprio io”. E lo sguardo ci conferma quanto quest’attività le desse energia.

“Non potete capire, per me, uno smaltino, un rossetto, un po’ profumo, qualche accessorio e mi sento carica, bellissima.”

C’è voluto un po’ di tempo ma Simona si vede che ha fatto tanta strada. È riuscita a trovare il proprio modo di affrontare il mondo, infatti ci dice “Con il tempo ho imparato, soprattutto, grazie alla nascita e crescita di mio figlio, che potevo veramente trasformare la mia vita, il mio essere speciale in un’opportunità.” è bellissimo sentirla parlare in questo modo.

“Non nego che in certi momenti ci siano criticità, attimi di sconforto, rabbia, dolori fisici, paura, ma cerco di superarli chiedendo aiuto, oppure, arrabbiandomi con forza, soprattutto, quando mi trovo di fronte a ci sono barriere architettoniche.” Qui le diamo ragione con la testa, anche perché anche noi spesso litighiamo per questa stessa ragione”.

Un’amica speciale: la mia disabilità

Simona poi continua e conclude la sua intervista dicendo “Le persone che non mi conoscono, che incontro magari per caso, mi dicono sempre che sono sorridente nonostante la mia disabilità. E io confermo che è proprio la mia “disabilità” essere diventata la mia amica più fedele. Saprò andare avanti per la mia strada con il sorriso, con mio marito, che non si è fermato all’apparenza, mi ha guardato dentro. Lui non ha avuto paura della mia condizione come invece altri ragazzi che ho frequentato prima di sposarmi con lui, hanno avuto.” Anche qui la capiamo e le sorridiamo dolcemente, perché sappiamo quanto sia importante trovare qualcuno che sappia andare un po’ oltre.

Così Simona chiude, salutando con queste parole “Andrò avanti per mio figlio e mi piace pensare che Valentino, quando sarà grande, semmai cadrò ancora, sarà sempre pronto ad aiutarmi per farmi rialzare”